F.A.I. di Primavera a Villa Panza: la bellezza per Tutti

24 Mar 2025

Quest’anno sono riuscito a “ri-fare” l’evento F.A.I. di Primavera, che coincide con il Cinquantesimo della fondazione, perché lo scorso anno ero alle isole canarie (ultima dimora visitata lo scorso anno F.A.I. D’Autunno Villa Flecchia a Magnano (Bi)). Ho apprezzato questo progetto fin da’’inizio e quest’anno con Donatella, abbiamo approfittato di un bene vicino a noi, Villa Panza di Biumo, provincia di #varese. Ho rivisto la villa settecentesca, che io conoscevo già, con gli occhi dei giovani volontari del Liceo Classico e Artistico della città giardino (Ale e Carlotta). E poi un apprezzamento per la mostra straordinaria Light Room” coinvolgente, commovente e ad effetto che ha catturato tantissimi visitatori. E poi, ho scoperto che la tessera che avevo come docente era scaduta e con Donatella abbiamo rinnovato (invito a farlo anche a Voi…). Grazie al F.A.A. , al presidente Magnifico ed a TUTTI I VOLONTARI…

Villa Panza (parte storica-architettonica)

Ho visitato un po’ di anni fa la Villa Panza, in occasione di un corso di Giornalista organizzato dall’ODG Lombardia e fu un piacere la scoperta di questa bellezza . Ieri, con qualche anno in più e senza “pressioni” , con Donatella, l’ho apprezzata ancora di più. E questa volta i “presentatori” sono stati studenti del Liceo Classico e Artistico della città, ai quali, va il mio plauso e l’apprezzamento per il livello raggiunto, la conoscenza e la comunicazione verso un pubbico di Adulti ( e, nel mio gruppo, anche bambini)!. I “ragazzi” ci hanno presentato la storia di questa residenza settecentesca con lo stupendo giardino all’italiana(sebbene Giove Pluvio non ci ha permesso di goderlp completamente) , le stanze dove i proprietari Giuseppe e Giovanna Panza di Biumo, nel 1996 l’ha “donata al F.A.I. (Fondo Ambiente Italiano).
I giovani ciceroni ci hanno raccontato che Villa Panza, nota in tutto il mondo come centro d’arte contemporanea, ha origini che risalgono al Settecento, quando il marchese Paolo Antonio Menafoglio individuò sulla sommità del colle di Biumo, a Varese, il luogo ideale per la sua casa di campagna. Poi ci sono stati restauri conservativi-integrativi di Luigi Canonica a inizio Ottocento e Piero Portaluppi negli anni ‘30 del Novecento, la dimora assunse una nuova destinazione quando il conte Giuseppe Panza dagli anni ’50 iniziò a creare una collezione d’arte del XX secolo, divenuta nel tempo nota in tutto il mondo.

Villa Panza Collezioni

Con la giusta competenza i ragazzi si sono alternati presentando ora uno/a, ora l’altro/a, le oltre 200 opere di artisti americani ed europei, ispirate ai temi della luce e del colore, convivono in armonia con gli ambienti antichi, gli arredi rinascimentali e le preziose raccolte di arte africana e precolombiana(salotto, sala pranzo). Coinvolgente la “Sala della Musica/Balli”. Un perfetto dialogo che rispecchia l’intuito e la sensibilità di Giuseppe Panza, che individuò nella luce limpida e quasi trascendente del luogo il principio guida delle sue scelte artistiche.

Emblematica in tal senso l’ala dei rustici, in cui durante il corso dell’anno si alternano installazioni di arte ambientale e site-specific, quasi un tempio consacrato all’elemento luminoso. Tra queste spiccano i lavori di Dan Flavin, di cui la collezione vanta la più grande concentrazione di opere perennemente esposte,  James Turrell e Robert Irwin.

Villa Panza Mostra-installazione Light Room

La stupefacente galleria ricavata negli ambienti delle ex scuderie e rimesse è un altro bene prezioso che abbiamo apprezzato.  con le installazioni site specific di Robert Irwin, James Turrell e Robert Wilson, le stanze luminose di Dan Flavin e il commovente tributo di Wim Wenders a Ground Zero.

 E proprio l’ala Rustici ci ha riservato una belle e coinvolgente sorpresa: la permanente di “Light Room” di artisti moderni ed innovativi che “giocano” sulla luce, sui suoi effetti, sui messaggi che vuole/vogliono mandare. Circa 12 stanze dove questi artisti, Robert Irwin, James Turrell e Robert Wilson, e Dan Flavin e il commovente tributo di Wim Wenders a Ground Zero,

 hanno realizzato installazioni dove la luce, in tutte le declinazioni. In particolare gli artisti “lavorano”, per creare “effetti” su luci e colori fori, come il Rosso, il giallo e verde fluo, il viola ad indicare situazioni. Forte la stanza del “Buio” dove accompagnati da “rumori” che evocano la guerra, si vuole trasmettere il concetto di Pace. E quanto questo messaggio sia stato “catturato-introiettato” si è visto dai volti “sconvolti”, “preoccupati” dei visitatori all’uscita (bimbi compresi).   E anche questa è arte e bellezza. (produrre emozioni!)



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