Passeggiata tra i luoghi manzoniani: il Castello dell’Innominato sul lago di Garlate

Passeggiata tra i luoghi manzoniani: il Castello dell’Innominato sul lago di Garlate

Un weekend, una giornata speciale per una passeggiata fuori porta all’interno dei 100km. A soli 65 km dal legnanese e 100 da Milano, tra le tante proposte, una visita ai luoghi manzoniani: il Castello dell’Innominato a Vercurago-Somasca, il Sacro Monte di San Gerolamo e una visita sul lago di Garlate, estensione del lago di Lecco. E se il tempo è propizio vista straordinaria sul lago e sulla Grignetta avamposto delle Alpi Orobie

Vercurago luogo manzoniano sul lago di Garlate

A Vercurago tutto parla di Alessandro Manzoni a partire dall’inizio del paese dove c’è un monumento rappresentativo: la barca tipica del lago di Lecco. Questo lago è parte integrante del paesaggio descritto da Manzoni nel romanzo. Offre uno sfondo suggestivo alle vicende dei personaggi, in particolare durante il viaggio di Lucia verso il castello dell’Innominato. Le sue rive e le montagne circostanti sono spesso menzionate nel romanzo, contribuendo a creare un’atmosfera pittoresca e realistica.

Il lago funge da elemento di collegamento tra i diversi luoghi manzoniani presenti nella zona, come Lecco e i paesi circostanti.. La presenza del castello dell’innominato e la sua vista sul lago di Garlate rendono il posto indimenticabile e fondamentale per la storia dei promessi sposi.
Interessante comunque anche il lungo lago dove ci sono diversi localini affacciati sul lago.

Il Castello dell’Innominato

Per chi non vuol fare molti km, a due passi da casa, a soli 65km da #legnano ( e circa 100 da #milano), è possibile fare un viaggio-tuffo nei luoghi manzoniani. Partiamo dal Castello dell’Innominato, anche se più correttamente dobbiamo parlare di Rocca. Appollaiata sopra Vercurago-Somasca con vista sul lago di Lecco(Garlate) l’insediamento offre ben poco, a vantaggio della vista che con il cielo sereno ( come l’ho/abbiamo trovato noi) si apre sulle Grigne e Grignetta avamposto delle Alpi Orobie e sul Lago di Garlate(ramo lago di Lecco-Como).

La Rocca/Castello del proprietario Bernardino Visconti, detto l’Innominato, ispirò Alessandro Manzoni nel suo capolavoro ovvero “I Promessi Sposi”. Il castello appartenuto alla famiglia dei Visconti nel XVI secolo, secondo gli studiosi fu il luogo dove Lucia sconta la sua prigionia e dove Il Visconte gestisce i suoi interessi e traffici con altri nobili o potenti del tempo.
Purtroppo a parte una segnalazione, una effigie dell’Innominato a fine salita, del castello è rimasto ben poco ma sono visibili la struttura perimetrale originaria, la scalinata scavata nella roccia e alcune porzioni dei bastioni e delle torri. E’ un Luogo intrigante e misterioso, dove hanno “girato” anche alcuni films ( a detta dei locali).

Il Sacro Monte di San Gerolamo
La bella passeggiata per raggiungere il Castello /Rocca dell’Innominato ci ha fa scoprire il Sacromonte di San Gerolamo ( in alcune topografia/storici San Girolamo).

Io sono un osservatore ed amante dei Sacromonti ( Vedi quelli di  Orta, Oropa, Domodossola) e questa scoperta mi /ci ha riempito di gioia.

Si tratta di 11 cappelle dedicate al Santo che ha dedicato la propria vita per i meno fortunati, gli ultimi.

Attraversando le 11 cappelle dalla fine del paese di Somasca, salendo si possono ammirare queste opere di artisti locali che raccontano di miracoli, di devozione verso Dio. Interessante l’ultima posta dentro la Rocca/Castello dove si gli artisti hanno immaginato una “Ultima cena” con San Girolamo che consuma un frugale pasto e “moltiplica” i Pani.

La Basilica di San Girolamo

La scoperta, come detto prima, è stata che tutto il paese di Somasca è legato al castello, ma soprattutto a San Girolamo( ho dubbi se è Gi o Gerolamo!!!). Un esempio il Sacromonte, la Cattedrale dove riposano le reliquie, la casa.
Il santuario di San Girolamo Emiliani, ufficialmente basilica di San Bartolomeo e San Girolamo Emiliani, è parrocchiale di Somasca, in provincia di Lecco e diocesi di Bergamo; è la basilica alla quale fa riferimento la congregazione dei chierici regolari di Somasca.

Posta ai piedi del Sacro Monte di Somasca la basilica sorge sull’antica chiesa di San Bartolomeo, rifabbricata dai padri somaschi a partire dal 1592. La chiesa fu poi ampliata e migliorata lungo tutto il XVII secolo, altri interventi di sistemazione ampliamento avvennero nel 1893 e nel 1967. Nel 1959 fu elevata da papa Giovanni XXIII a basilica minore.

La basilica è a tre navate e contiene la cappella della Madonna del Rosario sulla navata sinistra e la cappella di San Girolamo Emiliani sulla destra, dove sono contenuti lo scurolo e le reliquie del santo.

Rimini…Non solo Mare

Rimini…Non solo Mare

Quando si parla di Rimini il pensiero corre subito alla sua immensa spiaggia, ai locali e al divertimento. Ma questa città, che è stata la capitale della signoria dei Malatesta, è anche un piccolo scrigno d’arte, con tanti capolavori che vanno dal periodo romano a quello rinascimentale. Ho passato lì quattro giorni, la scorsa settimana e, tra qualche occhiata di sole , nuvoloni neri e brume dal sapore ancora invernale, ho apprezzato moltissimo alcuni suoi angoli.

Borgo San Giuliano

Innanzitutto Borgo San Giuliano, che era l’antico quartiere dei pescatori, nato intorno all’ anno Mille.

È stato un piacere passeggiare tra le sue stradine e piazzette,in cui ritrovare l’atmosfera tipica raccontata da Fellini nei suoi film. Sui muri delle casette, esempio dell’ antica edilizia popolare e oggi perfettamente ristrutturate,si possono ammirare i variopinti murales, dipinti da pittori riminesi,che rappresentano i film e la vita del regista. Ma questo quartiere è anche il luogo adatto per gustare i piatti tipici della cucina romagnola ( piadine e cassoni squisiti!!).

Percorrendo le vie del borgo si sbuca al ponte di Tiberio,(21 d.C.),in pietra d’Istria, che colpisce per la grandiosità della struttura e il disegno architettonico. Recentemente è stato creato un bacino chiuso del fiume Marecchia circondato da una bellissima zona verde in cui è piacevole e rilassante sostare.

Rimini e le sue bellezze

Ho avuto anche l’occasione di visitare il teatro Amintore Galli, capolavoro neoclassico inaugurato da Giuseppe Verdi nel 1857. Lesionato dai bombardamenti nel 1943, dopo anni di abbandono, è tornato ora al suo antico splendore.

Ma Rimini offre molto altro ancora: Castel Sismondo con al suo interno il Fellini Museum, la Domus del chirurgo, l’arco di Augusto, i palazzi dell’ Arte.

E non si può non godere di una piacevole passeggiata nel nuovo Parco del Mare, i 16km di lungomare riqualificati con piste ciclabili e pedonali ed isole fitness.

Insomma non solo mare ma una città da vivere pienamente!

Alice Norcini

Legnano si fa bella: nuovo murale in omaggio a Fabio Vignati

Legnano si fa bella: nuovo murale in omaggio a Fabio Vignati

Dopo l‘inaugurazione dell’opera “Murale x la Pace” di SillyMe (e le opere lungoolona) un altro murale sta per venire alla luce. Si tratta del “Murale x Fabio Vignati primo cittadino di Legnano Città” a cura degli studenti dell’IS “Carlo Dell’Acqua” indirizzo grafica del Liceo Artistico “capitanati” da Allegra e coordinato dai prof Catalano Genny, Alban Met Hasani, Vito Barletta e Gaetano Drago ai Giardinetti Vignati. Ne sta venendo fuori il sindaco, l’imprenditore, l’uomo di Palio. Seguitemi…

Il progetto “Fabio Vignati: sindaco del centenario”

Sono felice che Legnano si stia dotando di un altro murale ai Giardinetti Vignati di Legnano. Dopo l’inaugurazione del Murale per la Pace di SillyMe (qui link), gli “storici” del sottopasso del Parco Castello e del Centro Pertini, nonché quelli del lungoolona(ha partecipato anche mia figlia Rebecca), tra poco in arrivo il murale per Fabio Vignati.
Il perché lo abbiamo chiesto ad Allegra Ruga, vincitrice di un concorso indetto dal Comune su idea dell’Associazione periti industriali di Legnano che naturalmente ci spiega: “Come dell’Acqua ci hanno commissionato il Murale. Tra 16 progetti presentati ha vinto il mio della mia classe 4Lar Grafica. L’idea è di rappresentare il primo cittadino del centenario (è stato il primo sindaco di legnano città 1924), all’interno degli eventi del centenario di Legnano città(1924 – 2024) cogliendo i diversi aspetti della sua vita: il sindaco, l’imprenditore tessile , l’imprenditore “visionario” (ha contribuito per la realizzazione della prima autostrada Milano-Varese) fino all’uomo di Palio. Queste anime sono state inserite nel progetto che sta diventando realtà!”
Grazie ragazzi per la cura e cultura della bellezza in città: dove c’era un muro grigio, dove a stento si vedevano le lapidi, (muro di cinta della villa padronale) ora sorgerà un bel murale che da bellezza alla città..

I protagonisti
I protagonisti di questa bell’esempio di riqualificazione sono : senza dubbio il Comune e l’A.P.I.L. (Associazione Periti Industriali e Laureati),  presente il consigliere Alberto Bovesi, i docenti del Liceo artistico dell’IS “Carlo Dell’Acqua” Catalano Genny, Alban Met Hasani, Vito Barletta e Gaetano Drago, e gli studenti capitanati da Allegra Lucrezia Ruga ed i suoi compagni della Classe 4 Lar indirizzo Grafica all’interno del progetto di orientamento PCTO, che hanno realizzato il progetto, prima sul Computer usando programmi adatti, stampato e “cartonato” ed ora lo stanno “implementando” sul muro di cinta della Villa Vignati a Legnano cosi da rendere questo spazio, con annesso giardinetto più accogliente e vivibile. Un esempio!

“Bellaria reportage con gli occhi di Panzini” un amarcord di “bellezza”

“Bellaria reportage con gli occhi di Panzini” un amarcord di “bellezza”

Il nostro amico-collega Mauro Bianchini in vacanza a Bellaria, Rimini, ci ha inviato questo contributo: “Bellaria reportage con gli occhi di Panzini”, scritti di Marco Antonio Bazzocchi e fotografie di Valentina. Ecco il racconto…

L’affetto di Panzini per Bellaria

(RN) – E’ una incantevole passeggiata di straordinaria delicatezza ad aprire “Bellaria reportage con gli occhi di Panzini” con scritti di Marco Antonio Bazzocchi e fotografie di Valentina D’Accardi (Edizioni Pendragon, pp. 61, Euro 12). Passeggiata descritta, in apertura e in chiusura del libro, dalle parole di Alfredo Panzini (Senigallia 1863-Roma 1939) che si era trovato, a seguito del padre medico condotto a Rimini, a vivere infanzia e giovinezza in quel di Bellaria tornandovi in seguito per trascorrere le vacanze estive. Tanto era intenso il suo legame con la terra di Romagna che morto a Roma, secondo suo desiderio, fu sepolto a Canonica di Santarcangelo. “Credete, si sta benissimo a Bellaria, e chi vi è vissuto una volta, vi ritorna”, così dichiarava Panzini a Il Resto del Carlino il 23 luglio del 1914, ribadendo su la Lettura, inserto del Corriere della Sera nel 1931 “Noi, nati sull’Adriatico, lo amiamo il nostro mare…E’ un mare temperato in clima temperato. Non ha visioni tragiche; non ha vele nere; non ha falase; non ha fiordi: le sue onde, quando si dilatano su la spiaggia, non investono con furore, ma dolcemente, e par che dicano: con permesso”.

“Bellaria reportage con gli occhi di Panzini”
E’ con gli occhi di Panzini che Bazzoli accompagna il lettore, affidandosi alle foto di Valentina D’Accardi a cogliere l’intimità di luoghi lontani dalla percorrenza dei villeggianti. Così due sedie vuote paiono definire una serena e silente solitudine al pari di una bicicletta accostata ad un muro di una casa, in attesa del ritorno del suo proprietario. Dalle sagome in controluce di alcuni pini silvestri, si passa alla soavità del mare d’inverno. Da questo Amarcord di struggente bellezza, si arriva alla quiete della Casa Rossa dove Panzini si ritirava; piccolo mondo entro il quale ruotava tutto il suo affetto per Bellaria

“Bellaria Reportage con gli occhi di Panzini” scritti di Marco Antonio Bazzocchi, fotografie di Valentina D’Accardi.
(Edizioni Pendragon, pp. 61, Euro 12)

Mauro Bianchini

Light art, design & Experience: che passione!

Light art, design & Experience: che passione!

Stanno diventando una vera e propria tendenza le installazioni di Luci artistiche con le relative Experience. Dopo il boom delle installazioni per questo Natale, il trend si è spostato in location, spazi al chiuso ed all’aperto. Ne segnalo due : la “Light Room” permanente che ho visitato in occasione delle Giornate F.A.I. di Primavera a Villa Panza a Biumo di Varese e Magic Light Garden Experience a Villa Burba di Rho. Per quest’ultima affrettatevi: chiude il 30 marzo! Ecco il racconto…
#rho #legnano #varese #villa panza #villaburba #magiclightgarden #magiclightgardenexperience #faidiprimavere #fai

Magic Light Garden a Rho

Rho è l’installazione più vicina ed in ordine di tempo, quella “temporanea”.

Inaugurata una settimana fa, il 16 marzo dura fino al 30 marzo, e nonostante il fermo obbligato dovuto al maltempo del we, ha avuto un enorme successo di pubblico/visite con la soddisfazione del Sindaco Andrea Orlandi, l’assessore alla cultura di Rho, Valentina Giro e di Alvin, le influencer Elisabetta Roncati Chiara Cazzamali che hanno “sostenuto” e “divulgato” il progetto.

L’esperienza si svolge nei giardini di Villa Burba di Corso Europa ed è possibile entrare nel mondo affascinante-fatato delle luci nelle sei installazioni realizzate da artisti e scenografi di fama internazionale.

Un mini-garden-fantastico dove la fantasia, il sogno (bellissima l’immagine-installazione della Terra che ti accoglie!) ma anche un percorso di riflessione sui ritmi della società moderna che ci procurano stress.
L’invito è a rallentare, affermano gli artisti e le didascalie!

I biglietti sono disponibili su wivatiket. (qui link)
E’ possibile usufruire di “Le Bistot – Caffè Letterario Burba” all’interno di Villa Burba, Corso Europa.

Light Room a Villa Panza

In occasione delle Giornate F.A.I. (Fondo Ambiente Italiano) ho visitato Villa Panza e per noi soci, c’era la possibilità di visitare la Mostra-permanente , installata nelle Ex-Scuderie su due piani. La mostra realizzata è in linea con le visioni del Mecenate Panza che amava l’Arte in tutte le sue declinazioni ed il gioco delle luci lo ha sempre appassionato (vedi le innumerevoli stanze addobbate con opere moderne di artisti americani ed Europei dove si predilige il “gioco” della luce – Vedi articolo su IVE). Qui , come raccontato dagli studenti volontari del Liceo Artistico di Varese, non esistono didascalie, ma ognuno puo’ interpretare le installazioni ed i colori delle luci, fasci luminosi, secondo le sue interpretazioni. Open Mind!. Gli artisti hanno installato in ogni camera un’opera previlegiando ora il Giallo-ocra, ora il rosso Fluo, ora mixando i vari colori che producono effetti “personalizzati” a seconda della nostra percezione. Stiamo parlando di Robert Irwin, James Turrell, Robert Wilson e il lighter artist Dan Flavin con il commovente tributo di Wim Wenders a Ground Zero.
Poichè è una “permanente” l’invito è di visitarla anche fuori di eventi specifici! Per un break consiglio il Ristorante di Villa Panza. Parcheggio Ville Ponti.

light room villa panza IVE (13)
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